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  • Fabrizio e Barbara Privitera in qualita' di soci della FP Interiors hanno commissionato, per i loro clienti e per tutti coloro che ne facciano richiesta, all'artista romano Emiliano Yuri Paolini, una serie di opere personalizzate. Alcune di queste opere sono inserite nel nostro portafoglio in modo che possiate apprezzare il lavoro del maestro ed eventalmente potrete contattarci ai nostri numeri per farne richiesta.

  • Da alcuni mesi si era cominciato a parlare in Italia della Direttiva 2010/31/Ce, che introduce cambiamenti nella valutazione del rendimento energetico degli edifici.

    Molti ritenevano che i tempi fossero già maturi per un richiamo operativo dei soggetti interessati dalla direttiva, dai professionisti ai costruttori e ai diversi enti preposti.

    Il tutto avveniva con puro spirito di divulgazione dato che la Direttiva europea doveva e deve essere ancora recepita dagli Stati membri, compreso il nostro.

    In effetti la direttiva 2010/31/Ce del Parlamento europeo (19 maggio 2010) integra la Direttiva 2002/91/Ce, la Epbd (Energy performance building directive), emanata dopo Kyoto e recepita in Italia con il Dgls 192/2005, successivamente attuato con decreti nazionali e regionali, che istituiscono l'indice di prestazione energetica complessiva dell'edificio, con l'introduzione delle sette classi di rendimento, da parametrare a seconda delle aree geografiche.

    E ciò perchè nel frattempo sono cambiati gli obiettivi europei, con il varo della strategia 20-20-20, ossia il 20% in meno di effetto serra e l'utilizzo del 20% in più di energie rinnovabili entro il 2020.

    In estrema sintesi, si giunge con la nuova Direttiva 2010/31/Ce a sperare in un edificio a quasi energia zero: entro il 2018 per le nuove costruzioni pubbliche, entro il 2020 per gli immobili privati abitativi di nuova costruzione.

    Ma con l'integrazione della suddetta direttiva si giunge a stabilire un un metodo di calcolo comune per il rendimento energetico, con la eliminazione anche del vincolo dei 1.000 metri quadrati, ed una equiparazione dei valori di riscaldamento e raffrescamento nella valutazione complessiva del rendimento energetico.

    La certificazione energetica diventa così un vero attestato di prestazione energetica, che servirà come allegato per tutte le operazioni di compravendita.

    Ma in ordine alla prima grande fase della tematica dell'efficienza energetica degli edifici, costituita dalla Direttiva 2002/91/Ce, la Commissione Europea ha formalmente chiesto a Italia e Spagna di applicarla integralmente.

    Al nostro Paese, Bruxelles ha infatti osservato, che le disposizioni della legislazione nazionale (in materia di rilascio degli attestati di rendimento energetico degli edifici) non rispondono alle esigenze fissate dalla direttiva stessa.

    Inoltre non avremmo adottato alcuna misura relativa all'obbligo delle ispezioni periodiche degli impianti di riscaldamento e dei sistemi di climatizzazione per valutarne l'effettivo rendimento.

    Se la sitazione italiana sta proprio in questi termini, ci attendiamo veramente tempi lunghi per un vero e appropriato risparmio energetico.

  • Il concetto di Risparmio Energetico è molto ampio e comprende una serie di comportamenti diversi tra loro, che abbracciano il piccolo gesto quotidiano così come la fase di progettazione della propria abitazione.

    Si può infatti definire come l'insieme di abitudini e interventi che permettono di ridurre i consumi di energia necessari allo svolgimento di numerose attività; tra queste, tutte le operazioni di riscaldamento e raffreddamento della casa, in cui iniziano a giocare un ruolo sempre più incisivo sia le fonti energetiche rinnovabili (come quelle del sole e del vento, sfruttate attraverso impianti solari, fotovoltaici e minieolici), che un livello ottimale di isolamento dalla dispersione termica.

    Serve infatti a ben poco poter contare su sistemi di produzione di energia per la casa come fotovoltaico o minieolico, se il cattivo isolamento termico non riesce a garantire il risparmio desiderato.

    L'isolamento termico è quindi uno degli interventi che più di tutti può incrementare Risparmio Energetico e comfort abitativo, perché diminuisce la dispersione di calore nei mesi invernali e ripara l'abitazione dal caldo in estate, garantendo un clima interno ideale.

    Per citare l'esempio più significativo, le cosiddette case passive, ovvero le abitazioni che riescono a mantenere un clima adeguato in ogni stagione senza ricorrere a sistemi attivi di riscaldamento o raffreddamento, dimostrano in modo concreto il fondamentale contributo che l'isolamento può dare nel Risparmio Energetico : senza, infatti, riuscirebbero a garantire l'abitabilità solo a patto di ricorrere a fonti di riscaldamento tradizionali.

  • Le resine nell'architettura d'interni sono una risorsa progettuale ed estetica dalle potenzialità infinite.

    Questi straordinari materiali si prestano a molteplici interpretazioni diventando, con la creatività del progettista, lo strumento per realizzare ogni genere di effetto scenografico degli spazi.

    Dal più semplice e minimale al più complesso e ricco sotto l'aspetto cromatico e materico.

    Ogni pavimentazione o rivestimento in resina è un manufatto unico ed irripetibile, al pari di un'installazione artistica.

    Le resine, inoltre, con la loro versatilità tecnica, applicativa e creativa, sono uno strumento fondamentale per risolvere nodi progettuali che altrimenti non troverebbero esito.

    Normalmente richieste da una clientela metropolitana, di elevato livello socio economico, con interessi culturali diversificati e con un importante capacità di spesa, le resine sono state l'elemento che ha rivoluzionato negli ultimi anni il volto delle finiture d'interni e che ha aperto nuove strade al mondo dell'interior design, sia in campo residenziale, sia commerciale ed industriale.

    La ragione per la quale le resine stanno ottenendo un successo crescente, risiede nel fatto che possono essere applicate su qualsiasi superficie - anche su rivestimenti preesistenti, come marmo, ceramica o parquet - rinnovando in modo radicale e definitivo i rivestimenti di un ambiente, assecondando qualunque necessità.

    Pavimenti artistici, pavimenti in resina ecologici, pavimenti autolivellanti e decorativi, pavimenti in resina per esterni, le possibilità offerte da questo materiale sono a dir poco infinite.

  • Per semplificare l'accesso al Conto Energia fotovoltaico, dal 1 dicembre 2010, il GSE avvia la nuova procedura telematica che permette a tutti i titolari di impianti fotovoltaici di richiedere gli incentivi in maniera più semplice, veloce ed economica.

    Il solo utilizzo di procedure informatiche consente di ridurre sensibilmente il tempo necessario per l'ammissione al Conto Energia ed aumenta l'efficienza del servizio.

    Per meglio utilizzare la nuova procedura telematica il GSE ha reso disponibile una guida all'utilizzo del portale informatico:"Guida alla richiesta degli incentivi e all'utilizzo dell'applicazione web per il fotovoltaico secondo la nuova provedura telematica.

    L'accesso alle tariffe incentivanti avviene infatti esclusivamente attraverso il portale web (www.gse.it) e tutti i documenti necessari per richiedere gli incentivi sono inviati al GSE esclusivamente mediante formato elettronico.

    Nel corso del 2010 il GSE ha avviato una fase sperimentale per l'utilizzo della nuova procedura che ha dimostrato una effettiva riduzione dei tempi di valutazione delle richieste di incentivi.

    La crescita esponenziale, in Italia, di impianti fotovoltaici e di soggetti pubblici e privati che richiedono i relativi incentivi al GSE ha suggerito l'adozione di un sistema gestionale che consenta di offrire un servizio ancora più efficiente ed economicamente più vantaggioso sia per gli utenti che per le Pubbliche Amministrazioni.

    Di tale procedura ne trae beneficio anche l'ambiente con un risparmio di carta considerevole.

  • In via preliminare è stato approvato un intervento di semplificazione amministrativa secondo il quale non sarà più necessario presentare la DIA (Dichiarazione Inizio Attività) agli uffici comunali per alcuni interventi di manutenzione straordinaria.

    Tra questi, l'installazione di pannelli solari e fotovoltaici in edifici non situati nei centri storici e interventi che non comportino modifiche delle parti strutturali dell'edificio.

    Viene quindi rimosso, per gli interventi inclusi nel decreto, il vincolo dei 30 giorni di attesa dalla presentazione della DIA prima di avviare i lavori.
    Permane comunque l'obbligo di informare lo Sportello Unico per l'edilizia del Comune sull'esistenza e la natura dei lavori, fornendo la documentazione di prassi.

  • I locali non riscaldati del sottotetto possono essere una risorsa per l'abitazione.

    Un po' per abitudine, un po' per scarsa conoscenza, a volte non si pensa di intervenire in questi ambienti.

    La prima cosa da sapere è che spesso sono responsabili di buona parte della dispersione energetica dell'abitazione.

    Negli edifici di vecchia costruzione il tetto non è stato coibentato e spesso il solaio è privo di materiale isolante a pavimento.

    Quindi il primo intervento da fare è verificare il livello di isolamento termico e provvedere con semplici interventi.

    Forse non tutti sanno che il sottotetto rappresenta spesso un luogo dell' abitazione che può derogare dalle norme comuni sull'altezza minima dei locali.

    L'altezza minima è determinata dai regolamenti comunali in termini di edilizia, ma in genere riprende la normativa nazionale che prevede un'altezza minima di m 2,70 per le stanze e di m. 2,40 per i locali di disbrigo e i bagni.

    Per favorire il recupero degli edifici esistenti invece di realizzare nuove costruzioni, molti Comuni hanno deciso di derogare sulle altezze minime per i sottotetti.

    E' quindi possibile riqualificare questi locali e in qualche caso renderli abitabili realizzando una stanza per lo studio o un soppalco.

    Anche in questi casi, dopo le opportune valutazioni, la prima cosa da fare è realizzare un rivestimento che garantisca il migliore isolamento termico e acustico: in questo senso risultano ottimali le lastre in gesso rivestito preaccoppiate con materiale isolante come lana di roccia o di vetro, facili da applicare anche sulle pareti oblique perché necessitano solo di incollaggio.

  • Il Consiglio dei ministri ha approvato, in via preliminare, uno schema di decreto legislativo che definisce strumenti e meccanismi necessari al raggiungimento degli obiettivi previsti dalla direttiva europea 2009/28/CE: entro il 2020 l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili dovrà coprire il 17% dei consumi energetici nazionali.

    Lo schema di decreto, che sarà ora inviato per i pareri alla Conferenza unificata e alle Commissioni parlamentari, riforma il sistema di incentivazione per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in vigore dal 1° gennaio 2013, al termine di un periodo di transizione.

    Tra le misure previste:  la razionalizzazione del sistema degli incentivi per produrre ed utilizzare l'energia rinnovabile, per la produzione di energia elettrica e termica, l'individuazione di misure volte all'incremento dell'efficienza energetica nei vari settori di utilizzo, la semplificazione delle procedure autorizzative, lo sviluppo delle infrastrutture di rete necessarie per il pieno sfruttamento delle fonti rinnovabili.

    Per gli impianti di piccola taglia, fino a 5 MW, il sistema prevede un meccanismo di tariffa fissa e per quelli di taglia maggiore un meccanismo di aste competitive.La ripartizione sulla base delle taglie degli impianti risponde all'esigenza di dare maggiori certezze ai piccoli investitori e di stimolare comportamenti più efficienti.

    La produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo il 31 dicembre 2012 è incentivata secondo vari criteri e strumenti: dopo il periodo transitorio è previsto l'abbandono del sistema dei certificati verdi e la concentrazione degli incentivi sull'energia prodotta dagli impianti.

    L' incentivo ha lo scopo di assicurare una equa remunerazione dei costi d'investimento ed esercizio; il periodo di diritto all'incentivo è pari alla vita media utile convenzionale delle specifiche tipologie di impianto.
    Per quanto riguarda le autorizzazioni, che sono di competenza regionale, si definiscono tre percorsi sulla base della dimensione dell'impianto: la comunicazione per gli impianti più piccoli, la dichiarazione inizio lavori per gli impianti medi, l'autorizzazione unica per gli impianti più grandi.

    Tra gli obiettivi primari, precisa in un comunicato il Ministero dell'ambiente, quello di diminuire gli oneri indiretti per i soggetti che intendono realizzare impianti alimentati da fonti rinnovabili attraverso lo snellimento delle procedure e l'accorpamento delle competenze, prevedendo forme di semplificazione che interessano le fasi di autorizzazione, di connessione alla rete elettrica nazionale, di esercizio degli impianti fino alla loro dismissione. Tale diminuzione consentirà di ridurre, nel tempo, i costi specifici di incentivazione a carico dei cittadini nelle bollette.
    In particolare, entro sei mesi dall'entrata in vigore del decreto, il Gestore dei servizi energetici (GSE) realizzerà un portale con le informazioni dettagliate sugli incentivi e sulle buone pratiche adottate nelle regioni per promuovere il risparmio e l'efficienza energetica.

  • Sono il mezzo più pratico per sfruttare spazi non utilizzati, arredano e rendono possibili varie soluzioni in termini di illuminazione e impianto di dispositivi audio video: sono le nicchie, da installare filo muro, sporgenti o passanti.

    Negli appartamenti di dimensioni ridotte o in zone della casa come rimesse e ripostigli costituiscono un’ottima idea per recuperare con eleganza lo spazio. Realizzarle è semplice e danno un tocco personale agli spazi della nostra abitazione.

    Ecco alcuni spunti su come utilizzarle in diverse zone della casa: in bagno sono esteticamente piacevoli e utili per ospitare sali da bagno, spugne e altri oggetti per la cura del corpo, se di grandi dimensioni possono essere usate per l’installazione di box doccia.

    Nel ripostiglio, sono ottime per creare lo spazio sufficiente a riporre scatole di vario tipo, da scarpe o contenenti prodotti per la pulizia per la casa.

    In sala donano  personalità alle pareti e spesso, nella versione filo muro o sporgente, sono ideali per l’installazione di televisori al plasma e non.

    Le nicchie passanti, invece, sono adatte per creare un’atmosfera più ricercata e ad effetto e per realizzare una separazione meno marcata fra due ambienti; disponibili anche con illuminazione integrata riescono a valorizzare soprammobili e piante di pregio.

    Se costruite in muratura rischiano talvolta di comportare lavori relativamente costosi, dal momento che vanno a modificare una struttura probabilmente già esistente all’interno dell’abitazione; ma nella loro versione in cartongesso si possono costruire in tempi rapidi e a costi molto più contenuti, offrendo delle prestazioni ottime e mantenendo tutte le possibilità di personalizzazione che vanno dall’installazione di mensole interne all’illuminazione integrata.

  • Un ambiente più sano anche dentro casa è desiderio di molti, che nella scelta dell’arredamento cominciano a preferire soluzioni ecologiche per evitare la diffusione nell’aria interna di sostanze nocive provenienti da vernici, stoffe o sistemi di lavorazione del legno, prima fra tutti la formaldeide.

    L’arredo ecologico prevede l’utilizzo solo di prodotti naturali, facilmente smaltibili alla fine del ciclo di vita e la cui lavorazione abbia avuto un impatto ambientale basso o nullo. Si va quindi a valutare tutto il processo produttivo, commerciale e di smaltimento del mobile ecologico.

    Per questo l’arredo ecologico si presenta privo di componenti metallici , il montaggio è ad incastro e finito con sostanze naturali come olii, resine, cera d’api, che ne esaltano l’aspetto naturale contribuendo a fornire una sensazione di comfort agli ambienti interni.

    Aziende e designer si stanno rapidamente adeguando a questa nuova esigenza, proponendo mobili e oggetti originali che richiamano le linee e i colori della natura.

  • Gli ambienti chiusi sono spesso più inquinati dell’aria esterna.

    Da molti studi specifici risulta che generalmente l’inquinamento dentro casa influisce più di quello esterno sulla nostra salute: le concentrazioni di elementi inquinanti in casa possono essere da 10 a 50 volte superiori a quelle esterne.

    I problemi che ne derivano variano a seconda della sensibilità di chi vive in un ambiente chiuso e possono generare allergie, intolleranze, asma e a lungo andare anche patologie più gravi soprattutto all’apparato respiratorio e cardiaco.
    Più colpiti sono anziani e bambini che trascorrono in casa molto tempo.

    Da dove deriva l’inquinamento in casa? Le fonti sono molteplici e sommano i loro effetti: ristagno di agenti inquinanti esterni, muffe, prodotti per la pulizia della casa, antiparassitari ma anche sostanze emesse in ambiente da colle, vernici ed intonaci utilizzati per i mobili e le pareti.

    Anche i sistemi di climatizzazione possono essere fonte inquinante se non bene manutenuti, ad esempio le stufe o i climatizzatori.

    I consigli per ridurre l’inquinamento interno vanno dalla corretta manutenzione di ambienti e impianti, alla scelta di utilizzare quanto più possibile materiali e prodotti eco-compatibili. Se poi si vive in prossimità di fonti di inquinamento, come strade a grande percorrenza, si consiglia l’installazione di sistemi di ventilazione meccanica, che filtrano l’aria in entrata e in più recuperano il calore di quella in uscita contribuendo alla riduzione dei consumi energetici.

  • In questi ultimi anni la normativa italiana relativa all’urbanistica e all’edilizia, si è arricchita di complessità, dovute anche all’introduzione di nuove leggi per il sostegno dell’attività edilizia – come il cosiddetto “Piano Casa” – e agli incentivi legati ad interventi di riqualificazione degli edifici, anche con finalità di contenimento dei consumi energetici.

    Tutte queste nuove norme si basano sulla distinzione tra “nuovi edifici” e “ristrutturazioni”, ed è stato quindi necessario distinguere con precisione tra “nuovo” e “ristrutturato”.

    In linea di massima si definiscono come “nuove costruzioni” gli edifici che sorgono in area inedificata o che presentano una modifica non irrilevante di un’area già edificata. Per parlare di ristrutturazione è necessario che l’edificio presenti murature perimetrali, strutture orizzontali e di copertura integre e che gli interventi non vadano ad alterare in modo consistente la struttura esterna dell’edificio. Nel caso invece di edifici ai quali per ragioni di intervento naturale o umano siano venute meno delle componenti strutturali, si parla di ricostruzione quando l’intervento non comporti variazioni rispetto alle dimensioni originarie: se la ricostruzione comporta nuovi volumi, si rientra nella casistica della “nuova costruzione”.

  • Gli atti di compravendita delle unità immobiliari conterranno la dichiarazione della classe acustica .

    Il nuovo abitare sarà all’insegna del comfort abitativo: la tendenza è ormai chiara e mira, attraverso normative specifiche, a garantire “prodotti” edilizi di qualità.

    Dopo aver normato gli interventi di Risparmio Energetico , necessari per una riduzione dei consumi e dell’inquinamento, si punta ora a provvedimenti di miglioramento dell’isolamento acustico, necessari soprattutto nei luoghi dove traffico e vita cittadina creano disturbo agli abitanti.

    L’Italia, attraverso due provvedimenti tra poco al vaglio del Consiglio dei Ministri recepisce la Direttiva europea 2002/49/CE per migliorare il confort acustico all’interno degli edifici.

    Alcuni operatori del settore esprimono dubbi sull’impostazione della proposta, in quanto l’applicazione del provvedimento comporta costi aggiuntivi non corrispondenti ad un valore economico per l’utente, come invece nel caso degli interventi di Risparmio Energetico .

  • La parte più bassa della mansarda, in apparenza poco sfruttabile, diventa un capiente armadio, senza bisogno di mobili su misura.

    Ci sono situazioni in cui è indispensabile sfruttare al meglio lo spazio: particolare è il caso delle mansarde dove l’andamento decrescente del soffitto costringe a soluzioni personalizzate, spesso costose, per realizzare mobili abbastanza capienti.

    A pensarci bene, il guardaroba c’è già: basta isolarlo dal resto della stanza erigendo una tramezza con profili metallici e lastre di cartongesso. Affidandosi alla qualità dei sistemi completi per costruzioni a secco il lavoro è facile, pulito, su misura e soprattutto economico.

    La parete divisoria interna, può essere utilizzata su entrambi i lati con applicazione di mensole o quadri; lo sfruttamento dei volumi disponibili è massimizzato. Con lo stesso sistema si possono realizzare ripostigli, scaffalature, abbassamenti del soffitto e librerie perfettamente integrate con la muratura, rivalutando spazi domestici altrimenti poco sfruttabili come rientranze o sottoscala.

    Ma la vera peculiarità è che non si perde neppure un centimetro dello spazio realmente disponibile. Il sistema costruttivo a secco è veramente completo: lastre di diverse tipologie a seconda delle prestazioni richieste, orditure, stucchi, prodotti accessori ed attrezzi per moltiplicare gli spazi.

  • La cucina, che solitamente si trova in una stanza attigua a quella del salotto, è una camera apparentemente difficile da ammodernare o ristrutturare, tuttavia, ripensare questi due spazi secondo una nuova articolazione permette di rinnovare profondamente queste parti della casa.

    È infatti possibile prevedere una serie di soluzioni, pratiche, leggere e veloci da montare, che possono trasformare in breve tempo il vecchio locale in una zona praticamente nuova.

    Innanzitutto l’utilizzo di una porta a vetri che chiuda la parte della cucina o dei soli fuochi, riducendone lo spazio per lasciarne di più all’area del salotto è una soluzione ideale che permette di raggiungere lo scopo senza appesantire l’ambiente e lasciando filtrare la luce fra le stanze.

    Un’altra opzione interessante è l’istallazione di una parete divisoria non in muratura. Le alternative migliori in questo caso sono rappresentate dalla parete in legno, facilmente adattabile ai mobili già presenti nell’ambiente oppure l’utilizzo dei pannelli in cartongesso, i quali permettono anche abbellimenti estetici come l’introduzione di archi decorativi.

    Coloro che poi non volessero istallare pareti dotate di archi o colonne, potrebbero scegliere di posare due elementi a L per intervenire sull’aspetto della cucina e allo stesso tempo creare un nuovo spazio nella parte living della propria casa.

  • Le attuali esigenze abitative orientate ad una sempre maggiore razionalizzazione degli spazi, ci portano a sfruttare ogni metro quadro disponibile.

    Gli armadi a muro,per esempio, permettono di riempire zone senza alcuna utilità e nello stesso tempo di avere a disposizione ulteriori scaffali, cassetti e stipetti per riporre abbigliamento e oggetti vari, oppure per sostituire un ripostiglio mancante in casa.

    Oltre all’evidente funzionalità, l’armadio a muro, e in particolare la soluzione della “cabina armadio”, conferisce di solito un tocco estetico originale all’ambiente. Di solito gli spazi disponibili per ricavare una cabina armadio, si trovano nelle rientranze dei corridoi, dei disimpegni e delle altre camere, purché resti uno spazio sufficiente per il passaggio all’ interno delle stanze.

    A volte una cabina armadio serve anche a rendere squadrata una stanza o una parete. Nel caso di uno spazio molto ampio, è possibile realizzare una vera cabina spogliatoio. In camera da letto, ad esempio, la cabina armadio può sostituire l'armadio classico creando un vero e proprio spazio a sé stante estremamente versatile all’interno del locale.

    Spesso la soluzione migliore è rappresentata dalla elevazione di pareti in cartongesso, alle quali fissare il portale con le ante, si possono moltiplicare così gli spazi disponibili e quindi aumentare la fruibilità dell’armadio. Un’idea esteticamente apprezzabile è quella della cabina armadio inserita in una parete ad angolo o lineare, dove la chiusura avviene con un sistema di ante autonome, sostenute da un portale o dai binari, con aperture a battenti, pieghevoli o scorrevoli. Per le ante scorrevoli, i binari devono essere installati a pavimento e a soffitto; quest’ultimo dovrà essere nascosto da una mantovana. Nel caso in cui l’armadio insista tra due pareti o sia posizionato all’interno di una nicchia, sono da realizzare solo le porte esterne.

    Cabine armadio possono essere realizzate in modo relativamente semplice utilizzando orditure metalliche e lastre di cartongesso. L’interno dell’armadio può essere strutturato in due diversi modi: utilizzando una pannellatura di rivestimento, a tutta parete, con supporti di sostegno per ripiani e tubi appendiabiti, spostabili liberamente in altezza e inserendo cassettiere autonome, su rotelle o, in alternativa, con moduli armadio, privi di ante, dotati di ripiani fissi ed estraibili, tubi per abiti, cassettiere e accessori vari.

  • Un mondo a impatto zero è il sogno del millennio.

    Forse l’utopia che i grandi investitori usano per promuovere le proprie opere. Per ora i casi registrati si limitano a case singole, condomini, al massimo quartieri. L’impulso viene dal basso e cresce rapidamente. I progetti di interi insediamenti che non gravano sull’ambiente cominciano a diffondersi dove è possibile.

    Un luogo di questi è il deserto arabo, scena dello sviluppo edilizio più eclatante, delle architetture che sfidano il cielo. Già dal 2008 è partito il processo di realizzazione di Masdar City, la città “sorgente”. Zero emissioni, rifiuti insignificanti e un’economia sostenuta dallo sfruttamento delle fonti rinnovabili di sole e vento.

    Situata a 17 km da Abu Dhabi, nella nazione degli Emirati Arabi, la città di Masdar, alla conclusione dei lavori prevista per il 2020, dovrebbe occupare un’area di circa 6 chilometri quadrati e ospitare una popolazione pari a cinquantamila abitanti. Alla base di questo ambizioso progetto c’è dunque la sfida di questo inizio millennio: dimostrare che quello che naturalmente la Terra offre è sufficiente a produrre energia per i suoi inquilini.

    Sole, vento e geotermia sono la fonte principale di energia di Masdar: pannelli integrati nei tetti per generare calore ed elettricità attraverso una centrale che da sola copre quasi tutto il fabbisogno energetico, sistemi eolici e geotermici che integrano e completano gli impianti solari. Ma la sostenibilità della città araba si completa con altre fondamentali soluzioni come la depurazione e il recupero dell’acqua attraverso collettori per la pioggia, impianti di desalinizzazione e sistemi irrigui, l’orientamento degli edifici pensato per sfruttare le correnti d’aria e migliorare il comfort termo-igrometrico, il riciclo della quasi totalità dell’immondizia e lo sfruttamento dei residui rifiuti per produrre combustibile.

    Non meno studiato sono l’arredo urbano e la mobilità. Negli spazi pubblici come fiori sorgono pali che di giorno sono aperti per raccogliere l’energia solare e ombreggiare le piazze mentre nelle ore serali e notturne si chiudono e rilasciano luce e calore. Vengono chiamati “girasoli” e costituiscono il simbolo dell’insediamento arabo.

    I mezzi di trasporto sono solo pubblici e costituiti da vetture elettriche su rotaia, taxi senza autista che permettono di raggiungere o arrivare molto vicini alla destinazione desiderata. In alternativa, i cittadini possono circolare in bicicletta. La città “sorgente” del deserto arabo è anche sede di ricerca e ospita il Masdar Institute of Science and Technology, struttura collegata al Mit di Boston.

  • Nel 2010 sono state presentate all’Agenzia delle Entrate più di 452mila dichiarazioni di inizio lavori, con un aumento medio del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (dati ufficiali a fine novembre).

    L'aumento conferma l’apprezzamento degli italiani nei confronti di una misura che, garantendo il diritto alla detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute per le ristrutturazioni, oltre a dare linfa al settore edilizio, permette di far emergere il sommerso.

    Con un mese di anticipo, quindi, il 2010 supera già l’intero 2009 e viene eletto come il nuovo anno record del 36%. Nei primi undici mesi dello scorso anno, infatti, le domande si erano fermate a quota 410mila per arrivare a 447mila a fine anno.


  • L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 4/E del 4 gennaio 2011, ha fornito chiarimenti utili sulle agevolazioni che si possono ottenere anche in procedura "Piano Casa".

    Con la suddetta consulenza giuridica, l'Agenzia ha esposto la sua interpretazione in merito agli interventi di ampliamento previsti dal c.d. Piano Casa - introdotto dall’art. 11 del decreto legge 112 del 2008 - e quindi sulla possibilità di usufruire delle detrazioni fiscali del 36 e 55 per cento, previste, rispettivamente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia (legge n. 449 del 1997, art. 1) e di riqualificazione energetica (legge n. 296 del 2006, art. 1, commi 344 e seguenti), realizzati sul patrimonio edilizio esistente.

    E' ribadito che i due bonus del 36% (ristrutturazioni edilizie) e 55% (risparmio energetico) a valere sull'Irpef possono essere richiesti anche per i lavori di ampliamento eseguiti in attuazione del Piano Casa, secondo le regole generali previste per le ristrutturazioni.

    Già in passato, l’Agenzia aveva fornito chiarimenti in merito all’applicazione dei benefici fiscali del 36% e 55% per gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione del manufatto, precisando che i vantaggi fiscali sono riconosciuti solo in caso di fedele ricostruzione, nel rispetto sia della sagoma che della volumetria preesistenti.

    Nel caso in cui si effettui, invece, una demolizione e ricostruzione con ampliamento dell’immobile, la detrazione non spetta poiché si identifica una “nuova costruzione”. Infine, se si procede alla ristrutturazione senza demolizione dell’immobile e con ampliamento dello stesso, i benefici competono solo per la parte riguardante la parte preesistente poiché l’ampliamento configura una “nuova costruzione” (circolari 57/1998, 121/1998, 36/2007 e 39/2010).

    Con la risoluzione, quindi, l’Agenzia fornisce ulteriori chiarimenti in merito ai lavori eseguiti in attuazione del Piano Casa (che prevede la possibilità di ampliare o ricostruire le abitazioni in deroga ai piani regolatori locali) e in particolare, conferma che l’ampliamento di superfici e volumi è detraibile se riguarda la costruzione dei servizi igienici.

    E' bene ricordare che chi sostiene spese per lavori di ristrutturazione edilizia, può sempre fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36% fino al 31 dicembre 2012. Inoltre, per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, va applicata l’aliquota Iva agevolata del 10%.
    Agevolazione Iva che, a differenza di quanto previsto per la detrazione Irpef del 36%, non ha alcun termine di scadenza.

    Mentre si ricorda che tutti gli interventi di riqualificazione energetica di edifici già esistenti danno diritto a una detrazione Irpef pari al 55% delle spese sostenute (come riportato dall'Agenzia) per:

    - interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che ottengono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati in un’apposita tabella (i parametri cui far riferimento sono quelli definiti con decreto del ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010).
    Il valore massimo della detrazione è pari a 100.000 euro

    - interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi.Il valore massimo della detrazione è di 60.000 euro.

    La condizione per fruire dell’agevolazione è che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, in un’apposita tabella (i valori di trasmittanza, validi dal 2008, sono stati definiti con il decreto del ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008, così come modificato dal decreto 26 gennaio 2010). In questo gruppo rientra anche la sostituzione dei portoni d’ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre

    - l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. Il valore massimo della detrazione è di 60.000 euro

    - interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione. La detrazione spetta fino a un valore massimo di 30.000 euro.

    Dal 1° gennaio 2008 l’agevolazione si applica anche alle spese relative alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia.

  • Il livello di inquinamento acustico viene sempre più spesso considerato come un elemento fondamentale per definire l’abitabilità di una casa. Un ambiente rumoroso risulta infatti poco confortevole e può essere causa di stress, oltre che di numerosi fastidi.

    Per risolvere questo problema, che è presente soprattutto nelle città, sono stati studiati diversi sistemi di isolamento, dei quali il più semplice ed efficace è l’utilizzo di pareti fonoassorbenti.

    Lo scopo di queste pareti è appunto quello di ottenere il miglior Isolamento acustico possibile. L’obiettivo è raggiunto attraverso l’utilizzo di particolari materiali che assorbono le onde sonore e non ne permettono la riflessione, limitando in questo modo il diffondersi dei rumori.

    Mentre è raro che una casa sia progettata e costruita con questi criteri, l’isolamento può essere facilmente ottenuto con l’installazione di appositi pannelli reperibili in commercio. I pannelli fonoassorbenti possono essere incollati o fissati tramite viti sulle pareti delle stanze che si vuole isolare. Naturalmente, per ottenere il massimo risultato è necessario applicare i pannelli non solo alle pareti, ma anche al soffitto e alle eventuali porte e finestre (in quest’ultimo caso, esistono anche particolari tipi di vetro che garantiscono lo stesso isolamento).

    Oltre a quelli da installare sulle pareti, si trovano anche pannelli dallo spessore di una decina di centimetri che possono essere utilizzati per la creazione di pareti divisorie e tramezzi all’interno delle stanze. I prodotti fonoassorbenti sono costruiti pensando soprattutto all’utilità e all’efficienza, ma sempre più il mercato propone soluzioni che siano anche esteticamente piacevoli.

    Resta valido il fatto che pareti di questo tipo possono essere rifinite con intonaci, carte da parati e anche piastrelle senza perdere le loro proprietà di assorbimento acustico.

  • La cucina, che solitamente si trova in una stanza attigua a quella del salotto, è una camera apparentemente difficile da ammodernare o ristrutturare, tuttavia, ripensare questi due spazi secondo una nuova articolazione permette di rinnovare profondamente queste parti della casa.

    È infatti possibile prevedere una serie di soluzioni, pratiche, leggere e veloci da montare, che possono trasformare in breve tempo il vecchio locale in una zona praticamente nuova.

    Innanzitutto l’utilizzo di una porta a vetri che chiuda la parte della cucina o dei soli fuochi, riducendone lo spazio per lasciarne di più all’area del salotto è una soluzione ideale che permette di raggiungere lo scopo senza appesantire l’ambiente e lasciando filtrare la luce fra le stanze.

    Un’altra opzione interessante è l’istallazione di una parete divisoria non in muratura. Le alternative migliori in questo caso sono rappresentate dalla parete in legno, facilmente adattabile ai mobili già presenti nell’ambiente oppure l’utilizzo dei pannelli in cartongesso, i quali permettono anche abbellimenti estetici come l’introduzione di archi decorativi.

    Coloro che poi non volessero istallare pareti dotate di archi o colonne, potrebbero scegliere di posare due elementi a L per intervenire sull’aspetto della cucina e allo stesso tempo creare un nuovo spazio nella parte living della propria casa.

  • La tinteggiatura della casa non rappresenta solo l’occasione per dare una “rinfrescata” a pareti e soffitti, ma anche per conferire un piacevole tocco di nuovo all’ambiente in cui viviamo.

    Se si opta per il fai-da-te, dato che si tratta di operazioni relativamente facili da eseguire, questo Restyling ha anche costi piuttosto contenuti. I risultati sono legati, oltre all’abilità , ai tipi di pittura che si utilizzano e alle tecniche di applicazione.

    Le pitture ad acqua sono quelle preferibili per gli interni.

    L'idropittura vinilica è ideale per pareti e soffitti (quella più densa è particolarmente indicata per i soffitti perché non gocciola). L'idropittura opaca copre bene e riflette poco la luce, per cui è indicata soprattutto se la parete presenta imperfezioni. Ha il vantaggio di avere tempi di asciugatura brevi ed è lavabile, ma lavandola diventa più lucida creando effetti di non uniformità, per cui è meglio non adoperarla in ambienti esposti allo sporco.

    Il tipo satinato è più resistente e facile da lavare e si può stendere anche su una preesistente tappezzeria. Tende, però, a mettere in evidenza le superfici irregolari.

    Lo smalto sintetico satinato va bene su qualsiasi superficie, quindi, oltre che per legno e metallo, può essere usato anche per pareti e soffitti. Resiste alla condensa e al vapore, quindi è adatto anche per ambienti come il bagno e la cucina. E' molto più resistente dell'idropittura e, rispetto allo smalto lucido, penetra più a fondo ed è più facile da stendere. Al vantaggio di essere molto coprente e facile da lavare, associa, però, un costo più alto e tempi di asciugatura molto più lunghi (12/16 ore).

    Una volta scelto il tipo di pittura, si passa ad individuare la tecnica di applicazione che si intende adottare per creare particolari effetti decorativi. La “velatura” consiste nel passare un velo superiore su una tinteggiatura di base usando diversi strumenti:panni, pennelli o pennellesse. L’effetto varia in base allo strumento utilizzato: più delicato e morbido se si usano panni, più marcato con l’uso di pennelli.

    La “spugnatura”, forse la tecnica più facile da eseguire, si ottiene tamponando le superfici con una spugna impregnata di colore. Esistono diverse tecniche di spugnatura, ma essenzialmente si dividono in tecniche “a mettere” o “a levare”, a seconda che si aggiunga il colore alla parete o che si tolga la velatura superiore, mettendo in luce il colore di base. Altra tecnica piuttosto semplice e rapida, è quella della “cenciatura”, che utilizza un apposito straccio in pelle sintetica o scamosciato da passare sulla superficie .

    La “patinatura” consiste nel passare un pennello che rimuove l'impregnante di superficie, lasciando il caratteristico segno delle setole, spezzando così l’uniformità del colore. Infine, ci sono le varie tecniche che utilizzano rulli di diverse tipologie (nido d’ape, scamosciati, increspati, a frange) che, moderatamente imbevuti nella pittura, eseguono increspature e motivi in base alla tipologia prescelta.

  • Risparmiare recuperando il calore dei fumi.

    Quanti dei nostri soldi se ne vanno – letteralmente – in fumo? Il fumo che esce dai camini è lo scarto della combustione delle caldaie. Un fumo caldo e nocivo che inquina l’ambiente ed è responsabile di una gran parte delle emissioni di CO2 che provocano il surriscaldamento del pianeta Terra.

    Per contenere l’inquinamento e risparmiare in bolletta a volte è sufficiente installare una caldaia a condensazione.

    La tecnologia della caldaia a condensazione si basa su un principio molto semplice: recuperare il calore presente nei gas di combustione e rimetterlo in circolazione, utilizzandolo per preriscaldare l’acqua dell’impianto. Questo sistema consente di sfruttare al meglio il potenziale energetico del combustibile ottenendo rendimenti più alti e riducendo nel contempo le emissioni di NOx (ossidi di azoto e loro miscele) e CO (ossido di carbonio).

    Quanto si risparmia? La caldaia a condensazione raggiunge la migliore efficienza quando lavora a potenza ridotta: la principale differenza con le caldaie tradizionali si ottiene proprio sul “rendimento medio stagionale”. In generale, in un impianto di tipo tradizionale con radiatori, si può ottenere un risparmio variabile tra il 15 e il 30% (dipende dalla temperatura dell’acqua richiesta).

    Negli impianti a bassa temperatura invece (radianti a pavimento, parete o soffitto) il risparmio può arrivare al 40%. La caldaia a condensazione si integra perfettamente con l’installazione di pannelli solari termici, che contribuiscono alla produzione di acqua calda sanitaria.

    La caldaia a condensazione è una macchina disponibile in molte versioni di potenza e si adatta quindi a tutti gli edifici. Per le centrali termiche dei condomini o per edifici di grande estensione, è possibile adottare l’installazione “in cascata”, ovvero una serie di moduli termici che si attivano in sequenza secondo le necessità, ottimizzando così il consumo di combustibile.

  • Il 40 % dell’energia utilizzata per il riscaldamento di una casa ad una temperatura media di 20°C viene dispersa dalle pareti, per lo più in corrispondenza delle finestre, ma soprattutto dal tetto.Poiché il calore tende a salire, è evidente che, se non incontra sufficiente resistenza, si disperde all'esterno.

    Per ottenere una buona efficienza termica è necessario un adeguato isolamento termico della copertura.

    Le coperture piane sono quelle che presentano le maggiori escursioni termiche (da 0°C in inverno fino a 90°C in estate) e che quindi necessitano di maggiore isolamento, realizzabile con materiali a conducibilità costante accoppiati a materiali bituminosi.

    E' necessario che l'isolante sia inalterabile al caldo e resista alle dilatazioni dovute al cambiamento di temperatura, in modo da non lacerare la membrana impermeabilizzante. Se si hanno tetti a falde, gli interventi di isolamento variano a seconda che il sottotetto sia praticabile o meno.

    Se il sottotetto non è abitato, l'operazione di isolamento è più semplice in quanto il materiale isolante può essere steso sul pavimento del sottotetto stesso. L’isolante più indicato in questi casi è quello in fibra di vetro trattata con resine termoindurenti.

    Altra possibilità è quella di realizzare un controsoffitto all'interno dell'abitazione, utilizzando pannelli isolanti in lana di vetro rivestiti in cartongesso e fissati al soffitto con tasselli a espansione, oppure pannelli in fibra di legno, che possono essere tinteggiati come si preferisce.

    Se, invece, il sottotetto ospita una mansarda abitata, è necessario isolare direttamente le falde. Non necessariamente si deve rimuovere la copertura; si può anche intervenire dall’interno e, senza neppure perdere spazio utile, nel caso in cui si possa applicare l’isolante fra le travi del tetto. Normalmente si utilizzano feltri in lana di vetro o in lana di roccia, avendo cura di lasciare una camera d’aria fra questi e il tetto, in modo da ridurre umidità e condensa.

    In alternativa alla lana di vetro rivestita, l’isolamento può essere realizzato con pannelli isolanti rigidi di vario materiale (polistirolo, poliuretano,ecc.). Una volta applicato l’isolante, si dovrà provvedere al rivestimento che potrà essere fatto di perlinato in legno, di lastre in cartongesso o di pannelli in legno.

    Tra le tecniche di isolamento termico in falda, quella più avanzata ed efficace è senza dubbio quella del “tetto ventilato”, in grado di assicurare il miglior comfort abitativo, durevolezza delle strutture e il maggior Risparmio Energetico . Le qualità termiche del tetto sono accresciute dalla presenza di una camera di ventilazione, posta fra il materiale coibente e la copertura (tegole o coppi). In tal modo si crea, infatti, un movimento ascendente dell’aria dalla gronda al colmo che, d’estate, sottrae calore alle tegole, che possono raggiungere anche i 90°C.

    I vantaggi ci sono anche in inverno: la circolazione d’aria farà in modo che il materiale isolante rimanga asciutto evitando in questo modo la creazione di condense e garantendo la durata nel tempo degli elementi costruttivi del tetto.

  • Sebbene sia vero che la casa al mare rimane pur sempre una casa, il ruolo che gioca nella vita di coloro che possono goderne è spesso del tutto diverso rispetto all’abitazione in cui, invece, si passa la maggior parte dell’anno.

    Che sia monolocale, appartamento, villetta, vera e propria casa o addirittura villa lussuosa, la casa al mare costituisce solitamente un vero e proprio rifugio dalla monotonia e dallo stress del lavoro, dalla brutta stagione, dal cosiddetto “solito tran tran”.

    È quindi per questo che non se ne deve sottovalutare la fase di ristrutturazione e arredamento, un’attività che può diventare essa stessa divertente e gratificante se pianificata con criterio e unita a piccoli lavori manuali come decoupage, ricamo, verniciatura di vecchi mobili.

    L’ispirazione principale per dare personalità ai locali viene dall’ambiente circostante, fatto solitamente di scenari rilassanti e pieni di luce, dove dominano i colori del bianco e dell’azzurro in tutte le tonalità possibili.

    È consigliabile usare materiali naturali e che ben si prestino a essere decorati con le tecniche più varie: mobili in legno da tinteggiare spugnati tono su tono, oggetti in vimini, rame e tessuti come cotone e lino, accompagnati dall’uso della rafia.

    Le tende diventano un elemento cruciale, colorate e decorate con stampe o ricami, talvolta addirittura multifunzionali. Le tende di velo in camera, arricchite da grandi fiocchi, ad esempio, creano un’atmosfera romantica, permettono di mantenere la stanza luminosa e, se lasciate distese, impediscono agli insetti di entrare.

    Anche il soffitto e le pareti possono contribuire alla caratterizzazione della casa. Colonne bianche in stile romanico o dorico che ricordino tempi antichi si costruiscono con poco ingombro e in tempi brevi e si possono anche prevedere controsoffitti delle forme più varie.A patio, da intonare alle colonne, oppure che richiamino motivi a onda o a conchiglia.

    Con gli stessi materiali usati per colonne e controsoffitti si possono posare anche strutture divisorie a secco che, oltre a servire da elemento decorativo, con forme arrotondate o la presenza di nicchie, suddividono lo spazio in porzioni per accogliere, con la dovuta discrezione e riservatezza, utili posti letto in più per gli ospiti.

  • La maggior parte di noi pensa allo spazio in termini di quantità di spazio.

    Le case dei nostri sogni non sono mai piccole, le case reali spesso lo sono,ma non è detto che superfici domestiche limitate siano necessariamente un problema.

    Un’ accorta progettazione può infatti “ampliare” lo spazio disponibile in termini di funzionalità percezione e qualità dell’abitare. La prima domanda da porsi è allora : che cosa significa “piccolo”?Una casa può avere un’ampia superficie ma essere mal distribuita, la percezione dello spazio sarà allora negativa e poco accogliente.

    Gli spazi piccoli possono essere, al contrario, psicologicamente rilassanti, positivi e accoglienti in quanto “su misura”.

    E’ dunque la percezione dello spazio il tema su cui si deve lavorare : la qualità di uno spazio non dipende necessariamente dalla dimensione. Può richiedere semmai l’adozione di una mentalità nuova e la consapevolezza chiara delle proprie esigenze presenti e future.

    Dopo aver valutato bene le vere esigenze bisogna concentrarsi su quello che si fa abitualmente, cercando di stabilire una gerarchia di valori fra le  attività quotidiane.

    Su queste basi si avvierà il progetto , il cui primo impegno sarà quello di assecondare le vostre priorità.

    Ampliare le prospettive eliminando i muri divisori.

    Un esempio su tutti è dato dagli ambienti a doppia altezza in grado di collegare spazialmente più livelli : la sensazione è quella di un notevole incremento di volumi interni. Analogamente l’eliminazione dei muri divisori interni non porta alcun aumento quantitativo dello spazio, ma ne aumenta la percezione, ampliando le prospettive e consentendo una maggiore diffusione della luce naturale.

    La ricerca dei giusti equilibri creando uno spazio libero e fluido incrementa, poi, le relazioni visive tra interno ed esterno ampliando la sensazione di spazio interno a quella al di fuori della casa.

    Tuttavia non è il “vuoto”la soluzione migliore e definitiva per incrementare la “sensazione di spazio”.

    Il vuoto assoluto può far perdere i riferimenti dimensionali, ottenendo il risultato opposto, far sembrare una stanza più piccola di quello che è.

    La soluzione consiste, allora, nel cercare il giusto equilibrio tra apertura e chiusura .Una dose calibrata di chiusure serve infatti da “unità di misura” dello spazio. Creare pareti divisorie, permanenti e temporanee, costruire soppalchi (ove possibile) cosi da dare l’illusione della doppia altezza, realizzare controsoffitti, facilitare l’ingresso della luce naturale sono alcuni degli strumenti essenziali per governare gli spazi , soprattutto se piccoli.

    Si possono utilizzare pannelli di vari materiali a metà altezza o larghezza, che si fermano prima di toccare le pareti perimetrali o il soffitto, senza compromettere così l’unità complessiva dello spazio.

    Spostando semplicemente un pannello si possono svolgere diverse attività in uno stesso luogo accrescendo così la nostra percezione dello spazio. Il risultato è uno spazio complessivo, organico, fluido anche se di dimensioni ridotte.

    Un ‘altro elemento fondamentale nel progetto degli spazi piccoli è la luce naturale. La quantità e la qualità della luce influiscono molto sul modo in cui percepiamo uno spazio.

    La luce cambia con le stagioni , con le latitudini e nel corso della giornata, è il veicolo silenzioso delle nostre emozioni , delle nostre sensazioni.

    La funzione della luce su di un certo materiale può rendere più o meno piacevole l’ambiente in cui viviamo.

    Il colore , i materiali, la forma di una parete vicina può influenzare l’illuminazione dell’appartamento quanto e più dei raggi del sole: luce naturale, materiali, colori , sono gli elementi che più influenzano la percezione di un ambiente “piccolo”e vanno quindi combinati con cura .Pareti bianche, legni chiari, tonalità neutre sono una scelta spontanea per i piccoli ambienti, il cui spazio va considerato nella sua interezza a costituire un “tema”su cui innestare di volta in volta , delle variazioni.

    Non solo il bianco però! I colori e i materiali se ben dosati possono giocare un ruolo decisivo nella percezione di uno spazio. La capacità dei colori e dei materiali di assorbire o riflettere la luce interagiscono fra di loro alla sensazione di spazio di un ambiente.

    Non esistono spazi grandi o piccoli, ma solo spazi bene o mal progettati.

  • Mai come negli ultimi anni si è fatto sentire così forte il bisogno di separare, ma senza porre confini rigidi agli spazi.

    E’ vero che gli ambienti domestici diventano polifunzionali, ma, al tempo stesso, resta vivo il bisogno di delimitare degli spazi esclusivi, degli angoli di intimità personale, definiti ma non completamente chiusi.

    A questa duplice esigenza, si può assolvere  con pareti (autoportanti e non portanti) ed elementi divisori in cartongesso dall’elevato valore estetico , oltre che dalle eccellenti caratteristiche tecniche.

    Potrete così riorganizzare e rendere più accogliente la vostra casa senza ricorrere alla muratura, contando su una completa affidabilità e solidità.

  • Approvato di recente dal Parlamento Europeo, a seguito di un accordo raggiunto con il Consiglio, il nuovo regolamento relativo alla vendita a livello UE di prodotti da costruzione introduce alcune importanti novità.

    I materiali da costruzione contenenti sostanze pericolose dovranno essere etichettati in modo chiaro per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori edili e gli altri utenti.

    Per ogni prodotto da costruzione, dovrà essere redatta la "dichiarazione di prestazione" che dovrà includere informazioni sulle sostanze pericolose, come richiesto dal REACH, regolamento del 2006.

    Possono essere esentati da questa dichiarazione i prodotti da costruzione fabbricati in modo tradizionale o adatti alla conservazione del patrimonio, con un processo non-industriale. La Commissione fornirà indicazioni sulle informazioni necessarie legate a queste sostanze, tenendo conto delle esigenze di riciclo o riutilizzo. E alla relazione seguirà, eventualmente, il progetto di una nuova normativa.

    Le piccole imprese saranno in grado di optare per le nuove procedure semplificate di valutazione delle prestazioni dei loro prodotti, a condizione che questi beni siano ancora conformi alle norme UE armonizzate.

    Gli Stati membri devono inoltre designare "Punti di contatto per i Prodotti", imparziali per quanto riguarda il processo di ottenimento della marcatura CE, per fornire informazioni sui prodotti da costruzione ed il loro uso a titolo gratuito.

    Altre modifiche della legislazione hanno come obiettivo l'accordo con la tutela dell'ambiente, il riciclaggio dei prodotti da costruzione e la necessità di tener conto della salute e della sicurezza durante l'intero ciclo di vita del prodotto da costruzione nel valutare le sue prestazioni.

    Il regolamento entrerà ufficialmente in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE ma molte delle sue disposizioni si applicheranno solo a partire dal 1 luglio 2013.

  • La Finanziaria 2009 ha prorogato fino al 2011 le detrazione Irpef del 36% e ha stabilito di mantenere in vigore l’aliquota Iva agevolata del 10%.

    Quindi tutti coloro che intendono ristrutturare casa o acquistare un immobile dall’impresa di costruzione o ristrutturazione che ha ristrutturato il fabbricato, avranno diritto ad alcuni sconti.

    Le agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie sono state introdotte nel 1998 e fino a oggi sono state utilizzate da oltre 3 milioni di cittadini italiani. Nella Finanziaria 2009 sono previste tre diverse misure.

    Relativamente all’Irpef, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, sono detraibili i costi sostenuti dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2011. La detrazione può essere richiesta anche dagli acquirenti o dagli intestatari di immobili che fanno parte di fabbricati interamente ristrutturati da imprese di costruzione e da cooperative edilizie (gli interventi devono essere eseguiti entro il 31 dicembre 2011 e i beni devono essere alienati o assegnati entro il 30 giugno 2012).

    Infine sono state stabilite agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio edilizio, per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto (Iva ridotta al 10% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata).

  • Quando in meteorologia si parla di umidità, si fa riferimento alla quantità di vapore acqueo presente nell'aria. Quando invece si parla di edilizia, allora ci si riferisce a vari problemi di degrado degli ambienti, dei materiali, del comfort abitativo.

    Tutte gli edifici, e specialmente le singole abitazioni - sia moderne che non più recenti - sono soggette all'aggressione dell'umidità in continuazione. I muri umidi sono "impregnati" d'acqua e ciò è dovuto ad infiltrazioni d'acqua o ad umidità di risalita capillare.

    Da sempre, quindi, l'attenzione di chi costruisce una casa si rivolge alla risoluzione di questo inconveniente. Nel passato si adottavano spesso metodi empirici e non risolutivi. Oggi invece possiamo trovare grandi aiuti con l'utilizzo di metodi e materiali efficaci. Il problema è abbastanza ampio e si devono trovare soluzioni adeguate a varie cause di umidità.

    Essenzialmente ci sono tre tipi di cause differenti:

    `32;umidità da infiltrazioni (cioè da guasti, rotture di tubazioni, ecc.);
     `32;umidità ascendente (O di risalita dal basso verso l'alto);
    `32;umidità discentente (cioè derivante da cause meteoriche di pioggia, neve, grandine).

    Quando in meteorologia si parla di umidità, si fa riferimento alla quantità di vapore acqueo presente nell'aria.

    L'UMIDITÀ DA INFILTRAZIONI
    Il tema dell'umidità delle abitazioni riguarda ogni anno molti proprietari e inquilini. Risulta un problema molto fastidioso che rende pessimo il comfort nell'ambiente abitativo, e crea spesso danni ai muri e all'edificio nel suo complesso.

    Questa umidità deriva dalla mancanza o inadeguata protezione contro l'infiltrazione d'acqua piovana e/o da guasti alle condutture (danni e ostruzioni alle grondaie, ostruzioni dei tubi di scolo, tubi di carico e scarico dell'acqua. Quasi sempre le perdite provocate da rotture alle tubazioni passano inosservate, fino a quando diventano causa di umidità e contribuiscono a ridurre le proprietà coibentanti e l'isolamento termico delle strutture e dei materiali edili.

    Al contrario degli effetti di condensa che lascia nella maggior parte dei casi le superfici sostanzialmente integre, anche se aggredite dalle spore delle muffe, le infiltrazioni sono caratterizzate da scolature e sfarinamenti delle tinte superficiali e, spesso, dall'erosione degli intonaci.

    Queste caratteristiche però non sono tuttavia sempre sufficienti per far individuare la provenienza dell'acqua. Infatti l'acqua potrebbe avere accesso anche da punti relativamente lontani dalle zone compromesse, pertanto se non si è del tutto certi delle vie di ingresso, va risolto definitivamente il problema con interventi globali e sempre onerosi. poiché l'umidità si presenta in vari modi, è necessario identificarne accuratamente le cause per poter intervenire con rimedi duraturi.

    Infatti il controllo visivo consente talvolta di risalire alle cause che l'hanno generata, ma in tutti i casi dubbi è necessario effettuare precise indagini accompagnate da misurazioni degli stati igrometrici.

    La presenza di umidità nelle costruzioni può essere quindi verificata velocemente tramite strumenti elettronici che utilizzano elettrodi di profondità o sensori conduttivi di superficie. Ad esempio è stata sviluppata una ottima metodologia di indagine tramite idonee termocamere ad infrarossi. Sono molte, infatti, le ditte specializzate  impegnate nelle applicazioni della Termografia per le Costruzioni, come metodo di analisi di "prove non distruttive".
    Si tratta di un metodo diagnostico (la termografia) che ci permette di individuare presenze di umidità, cause e punti di infiltrazione dell'acqua.

    Infatti una Indagine Termografica accurata consente di individuare con precisione le cause e di poter intervenire in maniera mirata per la soluzione del problema, riducendo così disagio e costi. Ovviamente l'unico rimedio è sempre quello di ritrovare il guasto e riparare le tubazioni, ma negli ultimi decenni si é fatto molto per evitare tutti questi fenomeni di degrado dovuti all'umidità. Infatti sono stati ideati e prodotti nuovi materiali per garantire che le tubazioni fossero a tenuta stagna e non propagassero umidità: tubi elettrosaldati, tubi in PVC rigido a parete compatta, tubazioni a doppia parete, guaine impermeabilizzanti, strati impermeabili a sottopavimento

  • Quando si parla di arredamento o decorazione non si può dimenticare che la nostra vita è immersa nel colore. Infatti i colori possono essere fisici... li percepiamo.

    Ma per non voler annoiare, partendo da spiegazioni ovvie su che cos’è il colore, come la nostra cultura influenzi le sensazioni che provoca in noi la visione di un colore piuttosto che un altro o come i colori influenzino i nostri stati d'animo, si è pensato di dare una semplice - ma non riduttiva - risposta a quanti desiderino sapere come poter arredare in modo pratico e sicuro intervenendo direttamente sulla colorazione delle pareti.

    Ogni colore stimola un'emozione sulla psiche. E ciò è ormai acclarato e riconosciuto da tutti perchè il colore influenza inconsciamente molti aspetti del nostro operare.

    Realizzare un intervento cromatico in un ambiente residenziale o di lavoro costa poco, basta aggiungere un pò di attenzione e a volte anche coraggio, al bianco delle pareti intonacate. Bisogna però essere certi di voler impiegare diverse gamme cromatiche negli ambienti da vivere: la casa, l'ufficio, la scuola, la fabbrica, l'ospedale.

    Ogni colore, infatti, ha una sua caratteristica e quindi si deve riconoscere la giusta importanza del colore nei diversi ambienti da fruire durante la giornata, per aggiungere una qualità ambientale con impagabili ricadute sul benessere psicofisico.

    Analizziamo in dettaglio quali sono le proprietà dei colori applicati sulle superfici delle pareti interne:
    • la parete bianca : Utilizzata moltissimo negli arredamenti degli anni 70, ma ritornata di gran moda anche negli ultimi periodi, può sembrare la soluzione più facile e quindi utilizzata prevalentemente per gli interni delle case. In realtà il bianco è un colore difficile (anche se di grande effetto e specialmente se accostato ad elementi d'arredo in nero) per non scendere nel banale. È consigliabile quindi utilizzare sfumature di bianco come il panna oppure di venare il bianco con tinte pastello molto chiare;
    • la parete azzurra o turchese : è utilizzata negli ambienti di riposo, e per l'effetto calmante e rilassante del colore - in quanto combatterebbe l'agitazione fisica e mentale delle persone prevalentemente iperattive - viene indicata come ambientazione dai colori cosiddetti "freddi" e quindi accostata a tonalità più calde.
     Ma quando si parla di ambientazioni eleganti, ci si trova quasi sempre di fronte a colori classici che prediligono l'azzurro intenso perchè si presta bene ad essere accostato a molte altre tonalità in quanto evoca un senso di continuità, stabilità e serenità.
    • la parete blu : il blu è un colore primario ed etichettato come "colore freddo" perché richiamante principalmente il mare, il cielo, l'acqua. Anche questa parete è considerata con proprietà rilassante, per come colpisce l'iride e conseguentemente il cervello (dato che allarga visivamente gli spazi e tende a dare una sfumatura di tranquillità alla mente). Per tali motivi il blu è un colore molto usato: sono pareti molto usate nelle case di vacanza e nelle case al mare, perchè viene identificato il blu come il colore della calma, della sensibilità e della profondità interiore.
    • la parete gialla : si tratta ancora dell'uso di un colore "primario" (i colori primari sono il magenta, il blu e il giallo) conosciuto come colore cosiddetto "caldo", perchè ricorda il sole, il fuoco, il calore e quindi esprime movimento in espansione, ricerca del nuovo e dei cambiamenti. Per questo motivo la parete gialla viene indicata come una soluzione energizzante che evoca forza, allegria, dinamismo, ed è adatta per le pareti delle stanze dedicate allo studio perchè favorisce anche la concentrazione e l'attenzione;
    • la parete rossa : è per chi osa stimolare una produzione di energia, al fine di influire volutamente sul nostro stato d'animo. Una parete così forte trasmette fermezza e fiducia, ma proprio per il suo carattere deciso deve essere utilizzata su ampi spazi e nelle sue sfumature più chiare. Per alcuni, addirittura, scegliere una parete rossa (e specialmente negli ambienti notturni) significherebbe voler stimolare una eccitazione sessuale Attualmente vanno di moda le tonalità brillanti : una parete rossa è ottima anche per la cucina, ma va usata come contrasto rispetto alle altre pareti della stessa stanza;
    • la parete Arancio : è meno eccitante di quanto possa essere una parete rossa ma ugualmente intensa. Infatti l'arancio, un colore secondario che deriva dalla unione del rosso e del giallo, irradia luce ed è ottimo negli ambienti di lavoro e studio perchè stimola la memoria visiva. In ambito residenziale il colore arancione non è legato ad una zona specifica della casa anche se per molti influisce positivamente sulla serenità e sull'allegria.

  • Lo spazio in casa non è mai abbastanza e quando non è possibile dividerlo ulteriormente in senso orizzontale, un soppalco può rappresentare una soluzione interessante per ritagliare un piccolo studio , un’area palestra, un ambiente per i ragazzi.

    Ai motivi di carattere funzionale si aggiunge il fatto che il soppalco crea un’articolazione dello spazio esteticamente piacevole e in grado di definire ambienti raccolti all’interno di un open space e degli attualissimi loft.

    Il soppalco può essere strutturale e fisso o "d'arredo" e removibile all'occorrenza, ma è importante sapere che è soggetto a precise norme dettate dai regolamenti edilizi e d'igiene.

    In particolare, le variabili da tenere in considerazione sono: la portata del pavimento che deve essere adeguata a sopportare un peso sostanzialmente doppio del normale; l'esistenza di "superficie virtuale" che si viene a creare sul soppalco e che commercialmente e fiscalmente è equiparabile alle altre superfici della casa; le altezze derivanti dalla realizzazione del soppalco; le dimensioni delle finestre che devono assicurare luce e aria all’ambiente accresciuto nelle dimensioni; la superficie soppalcabile che deve rispettare precise proporzioni rispetto alle dimensioni del locale di cui fa parte; la profondità, che se inferiore a 1,80 mt, definisce non propriamente un soppalco ma un “passo d’uomo” e non incide pertanto sui parametri di superficie.

    In genere, il Regolamento d’Igiene, proibisce l’uso dei soppalchi come zona abitabile se la sua ampiezza supera un terzo della superficie del locale. I Regolamenti Edilizi Comunali aggiungono normalmente che occorre rispettare anche determinate altezze, generalmente un minimo di 2,10-2,20 m per lo spazio sottostante il soppalco e una misura simile per l’altezza dello spazio soppalcato. Inoltre, le norme tendono ad evitare un uso troppo intensivo degli spazi interni imponendo il rispetto del rapporto di 1/10 o 1/8 tra la superficie delle finestre e la superficie del pavimento, in modo da garantire una corretta illuminazione e un adeguato ricambio d’aria. Se il soppalco non ha finalità abitative ma è piuttosto concepito come struttura a mezz’aria per riporre, librerie o archivi, temporaneamente accessibili, non sono previste norme che limitino l’utilizzo in altezza dei locali.

    Per quanto riguarda la realizzazione del soppalco, la struttura può essere realizzata in ferro o in legno, mentre il piano di calpestio può essere realizzato in lamiera e gettata di cemento con al di sopra una pavimentazione qualsiasi, o in legno massello (legno vero) che assolve di per sé la funzione di piano, di pavimentazione e di soffitto oppure, soluzione consigliabile per leggerezza e facilità di posa, con lastre di cartongesso. La realizzazione di un soppalco richiede, inoltre, il progetto di una scala e la messa in opera di un parapetto regolamentare. Il cartongesso può essere anche utilizzato per il rivestimento dell’intradosso, ovvero della parte sottostante, in modo da nascondere gli elementi strutturali e ridurre l’effetto di eccessivo abbassamento, attraverso particolari accorgimenti come faretti incassati e una tinteggiatura in colori chiari in modo da ampliare lo spazio visivo e la luminosità.